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Agribosco e i GAS

Per chi fosse allo scuro all’oscuro di questo mondo (spero veramente nessuno) GAS sta per Gruppo di Acquisto Solidale. In parole spicciole, stiamo parlando di persone che si mettono insieme – che creano appunto un Gruppo – per acquistare collettivamente qualuque tipo di prodotto. In questo modo riescono molto spesso a confrontarsi direttamente con le aziende produttrici e quindi strappare loro delle condizioni economiche molto più convenienti di quelle che si trovano normalmente nei negozi. Ma non è certamente questo l’unico movente del loro impegno comune. Andando oltre, conoscendoli un po’, si riesce a percepire la loro modernità, la loro netta discontinuità con le regole tradizionali del marketing e della distribuzione. A mio modo di vedere chi appartiene ad un GAS vive il suo essere consumatore non come “uomini alla greppia” del consumo, imbambolati da reclame pubblicitarie, strategie di marketing, raccolte punti, scaffali lucenti…. no. Vivono il consumo in modo consapevole, vogliono sapere cosa comprano, chi lo produce, come viene realizzato ecc… poi, alla fine dei salmi, comprano prodotti buoni pagandoli spesso meno di altri “meno buoni” che si trovano nei classici luoghi dello shopping.

Ebbene, noi di Agribosco stiamo progettando una nuova versione del nostro sito web. Questo conterrà tantissime novità rispetto a quello presente. Questo blog, per esempio……. e nuovi strumenti per gli utenti. Vorremmo fornire dei nuovi servizi per i nostri clienti, uno di questi riguraderà, per l’appunto, i GAS.

Ed è qua che vi chiedo aiuto. Avrei bisogno dell’esperienza di chi si è confrontato effettivamente con i GAS. Chi li promuove e li gestisce conosce bene le difficoltà organizzative di questa lodevole scelta d’acquisto, difficoltà che spesso portano purtroppo alla prematura estinzione del GAS stesso. Vorrei quindi ricevere consigli su come progettare degli strumenti che rendano più agevole l’acquisto dei nostri prodotti, vorrei conoscere le vostre difficoltà per cercare di creare delle soluzioni che possano agevolare la vita dei GAS e magari stimolarne la nascita di nuovi.

Chiunque voglia dire la sua è bene accetto. Vi aspetto in tanti! Grazie in anticipo!!

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Prenotazioni Pellet

A partire dal prossimo Lunedì 30 Aprile torneremo ad accettare prenotazioni per il nostro AgriBioPellet, un pellet di cereali ad altissimo rendimento calorico (vedi scheda tecnica) e con un prezzo molto conveniente. Dopo il successo della scorsa stagione siamo quindi lieti di continuare a portare il nostro piccolo contributo per un mondo migliore, con meno inquinamento da oli combustibili. Ricordo a TUTTI che questo prodotto è ottimamente utilizzabile nelle caldaie a Pellet e Biomasse e nei Termocamini (ne sconsigliamo invece l’uso per le piccole stufe da appartamento causa residuo). I Pellet sono da 6 mm di diametro e sono realizzati esclusivamente con pule, crusche e cereali provenienti da agricoltura Biologica. Non utilizziamo assolutamente alcun additivo.

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La Campagna di Gubbio

Girando per youtube ho trovato questo bel filmato sulle campagne di Gubbio, proprio vicino a noi di Agribosco. A dire il vero mi pare anche di riconoscere i terreni di un socio del nostro Consorzio. Ve lo giro sperando che vi piaccia come è già piaciuto a me! Grazie a FilDil, autore del filamato.

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La Trasparenza e le Aziende

Da neofita dei blog, o per meglio dire, da neo gestore di un blog aziendale ancora in sviluppo, riprendo con entusiasmo quanto scritto da Mauro Lupi e Bernardo Parrella. Credo fermamente che il pubblico dei consumatori stia via via prendendo compiuta consapevolezza della sua forza intrinseca, del potere che deriva dall’orientamento della propria capacità di spesa. Ritengo quindi che un bisogno necessario da soddisfare è la fame di informazioni sugli attori della produzione di beni e servizi che si propongono al mercato. Vorrei tuttavia estendere queste considerazioni sulla trasparenza della governance aziendale come fattore di successo, ad un’altra trasparenza, ancora quasi sempre perfettamente disattesa. Mi riferisco alle indicazioni sulla provenienza degli ingredienti utilizzati nei prodotti alimentari.

In realtà, esistono da poco delle leggi che impongono al produttore di riportare in etichetta le indicazioni sulla provenienza per alcuni prodotti (frutta e verdura fresca, latte fresco, pomodoro, olio, ecc), ma non esiste nessuna tutela per molte altre categorie merceologiche, basta citare la pasta e il pane, che sono quantitativamente maggioritarie nei normali panieri di consumo familiare.

Tutto questo a danno della nostra libertà di scelta, ma anche a danno dell’agricoltura nazionale schiacciata dalla concorrenza dei paesi in via di sviluppo: pensiamo soltanto ai fagioli cinesi, che oggi dominano il mercato italiano con prezzi di vendita in Italia almeno il 30% inferiori ai costi di produzione su suolo nazionale. Sono certo però, che se fosse riportata sulle etichette la provenienza di quel fagiolo borlotto, il consumatore italiano (o meglio la Persona Italiana che acquista) sarebbe disposto a pagare di più per avere un prodotto Italiano, presumibilmente di più alta qualità e che, in ogni caso, non ha subito settimane di trasporto in nave…. Senza questa specificazione chiara e trasparente in etichetta tutto rimane entro il limbo del “ragionevole dubbio”, degli slogan maliziosi, delle frasi che lasciano pensare a…..,che chiudono le porte ai produttori nazionali considerati troppo cari.

Scusate questo sfogo, ma sono argomenti che mi toccano nel profondo!

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Buona Pasqua!!!

Carissimi lettori del blog. Devo chiedere perdono a tutti voi per la mia lunga assenza causata – purtroppo – da mille impegni di lavoro. Prima di dare a tutti voi i miei auguri per le prossime festività Pasquali, volevo parlarvi di due bellissime iniziative a cui preso parte nella settimana passata.

Giovedì 29 Marzo sono stato ospite di Alce Nero Cooperativa presso il Monastero di Montebello a Isola del Piano. In questo luogo incantevole aveva luogo la proiezione di una decina di cortometraggi sul cibo biologico in concorso per la prima edizione del premio MonteBello d’Oro. La giuria era presieduta dal celebre scrittore Andrea De Carlo. Ho avuto modo di assistere a lavori di pregevole fatteza, alcuni dei quali realizzati in modo molto artigianale, ma estremamente significativi. Tutti i dettagli sul sito www.montebellobio.it

Sabato 30 Marzo ero invece a Treviso, dai miei amici della Cooperativa del Lavoro Spiga d’Oro. Come ormai da tradizione, questo gruppo di persone professionali, gentili e amabilmente affiatate, organizza un incontro tra i produttori (nel caso anche noi di Agribosco) e la loro clientela. E’ stata un’esperienze molto importante e piena di soddisfazioni. E’ gratificante ricevere l’apprezzamento del consumatore sui prodotti che cerchiamo di realizzare con tanta cura.

Come vedete un post anomalo, riepilogativo di un paio di appuntamenti di cui non avevo dato nota.

Di nuovo tanti auguri per la prossima Pasqua.

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Sono sempre i migliori ad andarsene…

Sono sempre i migliori ad andarsene….. non è il principio di un annuncio funebre, anzi! E’ una tragica constatazione sempre più riscontrata nella nostra bella nazione. I prodotti di qualità non trovano spazio nel mercato Italiano, anche del Biologico, dove logiche di prezzo, piccole convenienze personali, striminzite lobby distributive, e via dicendo, tagliano le gambe a chi realizza prodotti di vera e comprovata eccellenza. Per fortuna però che all’estero il tempo delle ciancie è finito da un pezzo; fuori dai nostri confini si esige qualità vera, la qualità delle produzioni agricole italiane, della cura delle lavorazioni artigianali, di quel bellissimo modo di fare “Made in Italy” di pregio. A loro non bastano le parole vuote, i cataloghi luccicanti, ma pretendono di visitare le aziende agricole e gli stabilimenti di trasformazione così da formarsi un inequivocabile giudizio sul potenziale fornitore. Ma non è tutto: questi Signori comprendono il valore che si cela dietro un prodotto e sono disposti a pagare il giusto prezzo per averlo! Roba da matti vero? Pensate, invece di tendere esclusivamente verso la logica della pura speculazione economica, credono nel valore del rispetto per la propria clientela….

Ora mi domando e vi domando: ma noi che mangiamo biologico, che ci impegniamo nel quotidiano per questo modo di vivere, che crediamo nei suoi valori, ci meritiamo veramente il prodotto di chi sentenzia: “mi alzi i prezzi? Non mi curo dei tuoi “perché” ma ascolta bene il messaggio, in Romania il Bio costa meno….”.

Vi immaginate queste parole dette a Yasushi Nakamura di Sokensha? Secondo voi, lui sarebbe venuto in Italia con uno stuolo di collaboratori, avrebbe visitato stabilimenti e coltivazioni per ricevere questo tipo di affermazioni? Io credo di no. Per questo faccio il mio grosso in bocca al lupo a Gino Girolomoni e a tutto il team di Alce Nero Cooperativa per il grandissimo risultato raggiunto, per tenere vivo lo spirito del Biologico e per la loro prossima fiera a Tokio.

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Whole Foods si mangia Wild Oats

E’ ormai notizia certa: Whole Foods, la più importante catena di negozi specializzati nella vendita di prodotti biologici negli USA sta acquisendo un suo storico concorrente Wild Oats. La decisione è arrita dopo un periodo di particolare instabilità di Wild Oast, rimasta per qualche mese senza stabili vertici aziendali.

Pare che la transazione si chiuderà con un esborso di circa 565 milioni di dollari per la completa acquisizione di Wild Oats, portando alla realizzazione di un gruppo distributivo di dimensioni colossali. Pensate che solo la neo acquisita Wild Oats fattura in un anno più di 1,2 miliardi di dollari operando negli USA con 110 negozi e in Canada con altri 24.

A vedere questi numeri si impallidisce, soprattutto se li compara con il mercato Europeo o peggio ancora quello Italiano.

Ma pensate alla mia sfortuna: solo 2 mesi fa, durante uno dei miei viaggi di lavoro, fui agganciato da un responsabile di Wild Oats per una importante commessa. Dopo un mese di trattative la cosa sembrava andare per il verso giusto fino a…….questa “news”. Tutto da rifare! Meglio riderci su no?

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